Il cinema di Claudio Villanova

recensioni e riflessioni sugli ultimi film usciti nelle sale!

The Martian: Scott torna allo sci-fi

The Martian: Scott torna allo sci-fi

Chi se lo sarebbe aspettato di vedere Ridley Scott dirigere un film così spigliato e ironico come "The Martian" ? Proprio lui, che ci aveva abituati a dei film di fantascienza drammatici e inquietanti, nei quali disegnava prospettive future distopiche (si pensi a "Blade Runner" ) oppure nei quali lo spazio diventava il peggior nemico dell'uomo ("Aliens" o "Prometheus" ), ora abbandona quel tono e quel registro serioso per rappresentare una storia, che ha un respiro che ricorda i primi film di quella fabbrica dei sogni, chiamata Hollywood, capace di sfornare storie e visioni per i propri spettatori. Si, perchè "The Martian" racconta la storia di un astronauta, che, durante una missione su Marte, viene lasciato dai suoi compagni, perchè creduto morto,ma egli è, fortunosamente, ancora vivo. Con questi presupposti Ridley Scott avrebbe potuto girare un Thriller ad alta tensione e magari farci vivere il dramma psicologico di un uomo completamente solo a milioni di km da casa, costretto a sopravvivere e a riempire delle giornate che si ripetono sempre uguali, ma invece stupisce tutti, rappresentando la storia di un moderno Robinson Crusoe, calcolatore e padrone di se stesso, in una chiave molto più ironica rispetto al romanzo di Defoe. Il protagonista del film ( Mark Watney, interpretato da uno spiritoso Matt Damon) non perde mai la ragione, anzi ogni sua mossa è finalizzata alla sopravvivenza e non c'è mai nessun pensiero capace di distoglierlo dal suo obiettivo, tanto che a un certo punto del film sembra sia ormai a suo agio con il suo orticello di patate, in attesa di soccorso. Nonostante questo tipo di tono, divertente e leggero, contribuisca a rendere la visione del film godibile, d'altra parte non permette di entrare davvero in empatia con il personaggio, perchè di fondo lo spettatore sa già che alla fine tutto andrà per il verso giusto e anche le disavventure che vive Matt Damon sembrano esclusivamente degli incedenti di percorso, a causa del fatto che mancano di tragicità, e così non si teme quasi mai per le sorti del protagonista.Ad esempio il finale del film è anche troppo scanzonato, non ci prova neanche ad assumere un'intensità più dramamtica.

La salvezza è a soli 225 milioni di chilometri di distanza


Dal punto di vista tecnico Ridley Scott non si destreggia in grandi esercizi tecnici, ma utilizza una regia e delle inquadrature che si concentrano molto sul protagonista, attraverso tanti primi piani, anche nelle scene più turbolente. La fotografia è molto bella, capace di rendere perfettamente l'idea del pianeta rosso,mentre invece le scene nello spazio sono di livello inferiore rispetto a quelle che abbiamo visto nelle ultime uscite ("Interstellar" o "Gravity"). Da ricordare vi è sicuramente la scena in cui Mark Watney è costretto a sfilarsi un frammento di antenna dal proprio corpo e ad automedicarsi. Dopo l'aborto solitario di "Prometheus", Scott qui gira un'altra scena da antologia (e la migliore del film dal mio punto di vista) ,davanti alla quale sarà difficile non mettersi le mani sugli occhi! Insomma un buon film, che fa tirare un sospiro di sollievo dopo l'orrendo "Exodus", ma che comunque non ricorda neanche vagamente lo Scott che tutti gli appassionati di cinema hanno amato. Forse sono io che dovrei smetterla di andare ogni anno a vedere il nuovo film di Scott con la speranza di ritrovare la magia di "Blade Runner", ma di certo non posso non pensare che, nonostante "The Martian" sia un buon compitino, quest'opera lascia un po' il tempo che trova, perchè oltre ad intrattenere per due ore non lascia nulla di davvero interessante dopo l'uscita dalla sala.

Voto 7


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Commenti 2

 
Nonick Noname il Sabato, 10 Ottobre 2015 22:28

La magia di Blade runner è persa per sempre. Temo il sequel che è stato annunciato ma che non dovrebbe avere Ridley Scott alla regia.

La magia di Blade runner è persa per sempre. Temo il sequel che è stato annunciato ma che non dovrebbe avere Ridley Scott alla regia.
Claudio Villanova il Domenica, 11 Ottobre 2015 00:55

Lo penso anch'io. Credo che in quel film ci fossero anche tante combinazioni inaspettate che l'hanno reso grande. Un film come quello non ti riesce neanche se ci riprovi 200 volte, c'era qualcosa di magico!

Lo penso anch'io. Credo che in quel film ci fossero anche tante combinazioni inaspettate che l'hanno reso grande. Un film come quello non ti riesce neanche se ci riprovi 200 volte, c'era qualcosa di magico!
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