Il cinema di Claudio Villanova

recensioni e riflessioni sugli ultimi film usciti nelle sale!

Ave, Cesare: viaggio nella fabbrica dei sogni

Ave, Cesare: viaggio nella fabbrica dei sogni

​Se vi foste sempre chiesti che cosa c'è dietro una grande produzione cinematografica o quali sono i meccanismi nascosti che muovono questa grande macchina, "Ave Cesare" è il film che fa per voi! Quest' opera sarà un tuffo nella Holywood degli anni 50', vista attraverso gli occhi di Eddie Mannix, manager della Columbus Pictures, che deve riuscire a far quadrare le cose in un mondo che di razionale ha poco e niente e nel quale i problemi si moltiplicano. I vizi delle star, i giornalisti alla ricerca dello scoop, le richieste dei produttori, i lamenti dei registi e gli assalti dei comunisti (?) diventano il pane quotidiano della vita di Edward, che dovrà scegliere se districarsi per tutta la vita in questo folle mondo, oppure scegliere un lavoro decisamente più comodo. Ma siamo sicuri che la scelta più facile sia anche quella più giusta? Se questo non bastasse, tutto questo ben di Dio di roba è firmato fratelli Coen, che hanno anche la possibilità di dirigere un cast d' eccellenza ( Clooney, Brolin, Johansson, Tatum, Fiennes e l' elenco potrebbe continuare). Non ci sarebbero motivi per cui pensare che il meccanismo potesse non funzionare e invece, qualcosa, in questo belissimo ingranaggio, si inceppa e non riesce a mettersi in moto come dovrebbe. I Coen sembra si innamorino del gioiellino che hanno tra le mani e cominciano a pensare più al loro divertimento che a quello dello spettatore, godendo nel girare alcune scene quasi per il solo gusto di recuperare i modelli in voga negli anni 50' e di cui si sono sicuramente nutriti, come ad esempio nella scena di tip tap con Channing Tatum o quella con la Johansson vestita da sirena, che nonostante siano divertenti, risultano a volte troppo lunghe e completamente slegate dalla trama principale. Questo è un altro problema del film, perchè se in altre opere sono riusciti a muovere tante pedine sul loro scacchiere, riuscendo però sempre a dare un' organicità alla storia ( vedi Il grande Lebowski), qui non riescono ad ammalgamare tutto il materiale narrativo, Eddie Mannix è il fulcro che lega tutte le varie storie, ma il filo che sostiene il tutto è molto esile.

Signor Mannix, so che sembra folle, ma qualcuno chiama dal futuro.

Nonostante tutto Ave Cesare non annoia, anzi riesce ad intrattenere bene e seguire le storie e le avventure dei personaggi diventa pian piano sempre più interessante, anche grazie a delle scene molto divertenti, come quella dell'incontro con dei religiosi per commentare una sceneggiatura sulla storia di Gesù oppure quella del goffo cowboy costretto a recitare in panni diversi dal solito. La comicità dei Coen anche qui si basa sulla frescehezza dei dialoghi e sulla caratterizzazione geniale dei personaggi, ma, se sull' ultimo punto riescono ad essere anche in questo film inattaccabili (il personaggio di Jonah Hill ha una sola scena, ma è fantastico!), alcune conversazioni sembra quasi che manchino della battuta giusta al momento giusto, perciò a volte appaiono tronche, senza una vera e propria conclusione. Da sottolineare la grande cura per la messa in scena, che mostra un' attenzione particolare per i dettagli, tanto che si riesce a respirare in maniera vivissima il clima degli anni 50' in cui si snodano tutte le varie storie! Pur non essendo la loro opera più riuscita, sicuramente è quella da cui più traspare il loro folle amore per il cinema e per l' universo cinematografico che ruota intorno a un semplice film, ma di cui lo spettatore è all'oscuro. Si guarda alla settima arte come alla grande macchina produttrice di sogni, capace di far innamorare il pubblico e di farli vivere emozioni intense, nonostante siano esperienze in cellulosa (stupenda la scena di Clooney di fronte all'immagine di Gesù in croce). Il cinema ha lo straordinario potere di rispondere a quell' ontologico desiderio dell'uomo di credere in qualcosa, vera o falsa che sia, e non dovrebbe mai dimenticarsi di questa sua proprietà ( altrimenti farete arrabbiare Eddie Mannix!!!).Per la durata di un film abbiamo la possibilità di entrare in nuovi mondi oppure nella vita di persone mai esistite e se la magia funziona, potremo vivere quelle storie e immedesimarci a tal punto che la finzione sembrerà avere lo stesso valore della realtà. In fondo è tutta una questione di...fede.


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