Que viva Mexico! Il capolavoro incompiuto di S. M. Eisenstein

Que viva Mexico! Il capolavoro incompiuto di S. M. Eisenstein
La locandina del film

​Questa è la storia di ¡Que viva Mexico! il film incompiuto che Sergej Michajlovic Eisenstein girò in Messico tra il 1931 e il 1932 e delle alterne vicende che portarono l'opera ad essere terminata solo dopo la morte del grande regista sovietico.

Reduce dai successi internazionali dei suoi film degli anni venti (Sciopero!, La corazzata Potëmkin, Ottobre), Eisenstein aveva raggiunto la notorietà internazionale ed era riconosciuto come un maestro della settima arte al punto che nel 1930 ricevette dalla Paramount Picture l'invito a trasferirsi a Hollywood con una proposta da centomila dollari. Successivi contrasti con la produzione in merito alla definizione del cast del film che gli era stato commissionato, portarono il regista a rescindere il contratto e a decidere di andare in Messico dove avrebbe ambientato la sua nuova opera. Le intenzioni del maestro erano di raccontare il paese e i suoi territori suggestivi e narrare le vicende della rivoluzione messicana che sentiva affine a quella russa. Promotore ed in larga parte finanziatore del progetto era lo scrittore ed attivista americano Upton Sinclair (autore tra l'altro del romanzo Oil! da cui Paul Thomas Anderson ha tratto il meraviglioso Il petroliere con Daniel Day-Lewis). 

Così Eisenstein si mette in viaggio, con l'operatore Eduard Tissè e l'aiuto regista Grigorij Aleksandrov, alla volta del Messico dove verrà introdotto nella conoscenza della cultura e della storia locale dai pittori Rivera, Siqueiros e Orozco.

Dopo due mesi di sopralluoghi e la scrittura della sceneggiatura, iniziarono le riprese. I fondi messi a disposizione dai finanziatori dell'opera cominciarono ben presto a scarseggiare e il regista sovietico fu costretto a rimpatriare prima del termine del lavoro per ordine di Stalin, cui era inviso per le sue idee innovative nel rappresentare le vicende dell'ortodossia bolscevica (i problemi con il politburo iniziarono durante la lavorazione di Ottobre, film che gli era stato commissionato per celebrare il decimo anniversario della rivoluzione). Da questo momento, anche alla luce di questa esperienza all'estero, il venerato maestro della propaganda bolscevica verrà visto sempre con sospetto dalla dirigenza del partito ed avrà diversi problemi con la spietata censura del regime stalinista.

S. M. Eisenstein al montaggio.

​Ma torniamo alle vicende del film. All'imprevisto e frettoloso rientro in patria sarebbe dovuto seguire l'invio del materiale girato, ma a causa del deterioramento dei loro rapporti, Sinclair non mantenne la parola data ed Eisenstein non ricevette mai le pellicole del suo lavoro messicano. Il frutto di quel periodo in Messico venne utilizzato e rimontato in diversi film americani: Lampi sul Messico (1933), Eisenstein in Mexico (1933), Death Day (1934) e Time in the Sun (1940) tutti realizzati senza alcuna autorizzazione ed intervento dell'autore. Fu solo nel 1970, a molti anni dalla morte del regista avvenuta nel 1948, che il girato di Eisenstein fu restituito al Ministero Sovietico del Cinema. Da questo momento cominciarono a circolare numerose versioni apocrife frutto del montaggio del materiale messicano. Quella del 1979 ad opera di Aleksandrov (aiuto regista del maestro ed unico sopravvissuto della spedizione originaria) è la versione conosciuta e visibile dell'opera. Nel film è lo stesso Aleksandrov che appare in premessa e che narra le vicissitudini della pellicola spiegando il modo in cui è stata realizzata. Nell'intento di avvicinarsi il più possibile alle intenzioni di Eisenstein, il film è accompagnato dalla lettura della sceneggiatura originale. Questa versione è stata oggetto di numerose critiche e polemiche.

E' evidente che per un pioniere e teorico del montaggio quale era Eisenstein, l'impossibilità da parte del maestro di dare il final cut, ha pregiudicato allo spettatore la possibilità di vedere l'opera nella sua completezza artistica. Tuttavia, il lavoro svolto da Aleksandrov è apprezzabile come reperto storico e per le intenzioni di rispettare il più possibile le volontà dell'autore. 


Eisestein in Messico, il film di Greenway

Le vicende qui raccontate hanno ispirato il film Eisenstein in Messico (Eisenstein in Guanajuato, 2014) di Peter Greenway (I misteri del giardino di Compton House, Il cuoco, il ladro, sua moglie e l'amante, I racconti del cuscino solo per citare alcuni dei suoi lavori più famosi). 

Il suo cinema fu propaganda nel modo in cui la
Cappella Sistina è stata magnifica propaganda per il cattolicesimo.

Peter Greenway su Eisenstein


Il regista gallese, appassionato studioso dell'opera e della vita del maestro russo, sofferma l'attenzione su una parte del periodo messicano, il soggiorno a Guanajuato, e sugli aspetti psicologi del protagonista.

Il film mette in scena la fascinazione esercitata su Eisenstein dall'intreccio rituale tra amore, sesso e morte tipico della cultura messicana (tematiche ricorrenti nel cinema di Greenway) ed in particolare il rapporto con il suo accompagnatore messicano Palomino Cañedo che lo avrebbe gioiosamente iniziato all'amore omossesuale.

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